Vangelo della Settimana.

Commento Vangelo della Settimana

QUINTA DOMENICA DI PASQUA


+ Dal Vangelo secondo Giovanni


Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato
glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio
lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.


Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi
amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.


Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli
altri».
Parola del Signore


Ecco il testamento di Gesù, le sue ultime volontà.
Il Signore era chiaramente di fronte al male, stava per esserne apparentemente
soverchiato.
Eppure non cede di un millimetro e continua sulla linea data agli apostoli qualche
istante prima, durante la lavanda dei piedi.


E la grandezza di Dio fatto uomo e costretto a misurarsi con la piccolezza del male, la si misura in quel “come”.
Gesù conosce bene le nostre piccolezze, i nostri piccoli rancori che esplodono, i
nostri feroci egoismi… allora previene e nelle sue ultime parole a tutti i discepoli (e questi sono già gli undici, perché Giuda se n’è appena andato) osa una
comparazione tra il suo amore perfetto e la nostra finita imperfezione.


Solo lui può farlo, solo lui può dirci che anche noi possiamo amare “come” lui.


Davanti a questa possibilità donatami, io, come mi comporto?

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